L’attore icona di Hollywood respinge una raccolta fondi organizzata dalla sua manager: tra debiti e sfratti, Rourke difende la dignità e l’autonomia personale

L’attore e la crisi

Mickey Rourke è tornato sotto i riflettori, ma non per un nuovo film o un ruolo iconico. Questa volta, la notizia riguarda debiti, sfratti e una raccolta fondi non autorizzata. L’attore, simbolo di fascino e ribellione hollywoodiana, si trova ad affrontare una situazione personale delicata, ma il suo messaggio è chiaro: non accetterà carità da nessuno. “È umiliante, sono frustrato e confuso”, ha dichiarato, mostrando la tensione tra il bisogno e il desiderio di autonomia.

 La raccolta fondi e l’onda mediatica

Nei giorni scorsi, la manager Liya-Joelle Jones ha lanciato una campagna su GoFundMe per raccogliere decine di migliaia di dollari a favore di Rourke. L’obiettivo era coprire spese urgenti e prevenire lo sfratto dalla sua abitazione, descritta come degradata, senza acqua corrente e infestata dalla muffa. La notizia ha subito catturato l’attenzione del pubblico e dei media, riaccendendo i riflettori su un attore che Hollywood sembra aver dimenticato.

Lo sfogo di Mickey Rourke

Contrariamente alle aspettative, Rourke non ha accolto il gesto come un segno di generosità. In un video pubblicato sui social, l’attore ha smentito di aver mai autorizzato la raccolta fondi e ha espresso la propria indignazione: “Non accetto carità. Preferirei spararmi”. Un’affermazione forte, che rivela un uomo determinato a preservare la propria dignità anche di fronte alle difficoltà economiche e materiali. Dietro lo sfogo di Rourke emerge l’immagine di un uomo fragile ma fiero. La manager descrive le condizioni dell’attore come “drammatiche”, tra trasferimenti forzati in hotel e difficoltà quotidiane. Ma l’attore insiste: vuole contare solo su se stesso, senza ricevere denaro da altri. La raccolta fondi aveva già superato i 20.000 dollari, ma per lui quei soldi non rappresentano un sollievo, bensì un’offesa alla propria indipendenza.

 La lezione di Hollywood

Il caso di Mickey Rourke riapre una ferita spesso ignorata dall’industria cinematografica: quella dei miti che, un tempo acclamati, scivolano silenziosamente nell’oblio. Nonostante tutto, Rourke non si arrende. La sua è una dichiarazione di dignità e orgoglio, un rifiuto di essere trattato come un povero spettro del passato. Hollywood può averlo dimenticato, ma lui rifiuta di sparire senza combattere.

Seguite Novella 2000 anche su: FacebookInstagram e X