Agente ICE spara una donna a Minneapolis, Trump parla di “autodifesa” ma si scatena il caos
Agente ICE uccide una donna a Minneapolis: Trump difende “era autodifesa”, il sindaco Frey urla al complotto
A Minneapolis, un agente dell’ICE ha ucciso una donna, madre di tre figli. Il governo Trump parla di “autodifesa” contro un presunto tentativo di investimento, mentre il sindaco Frey accusa i federali di abuso di potere e ordina loro di lasciare la città.
Agente ICE spara una donna a Minneapolis
Minneapolis torna a tremare. A pochi passi da dove il mondo vide morire George Floyd, una nuova tragedia scuote l’America. Parliamo dell’uccisione di una donna di 37 anni, Renee Nicole Good, madre di tre bambini e poetessa stimata. Renee è stata raggiunta da tre colpi di pistola mentre si trovava al volante della sua auto durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).
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La versione ufficiale del Dipartimento della Sicurezza Interna è gelida: l’agente pare abbia aperto il fuoco perché la donna avrebbe usato il veicolo come un’arma.
Il sindaco di Minneapolis sbotta contro l’agente
Ma il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, non ci sta e attacca duramente:
“Si tratta di un agente che ha abusato del suo potere in modo sconsiderato, causando la morte di una persona. Si tratta di bullshits (str…e!)”.
Il primo cittadino, visibilmente scosso, ha lanciato un ultimatum: “Ho un messaggio per l’ICE: andatevene da Minneapolis”.
La posizione di Donald Trump sull’accaduto fa discutere
Anche Donald Trump è intervenuto sulla vicenda, schierandosi apertamente con le forze federali: “Ho visto il video di quanto accaduto a Minneapolis. È orribile da guardare: l’agente dell’Ice ha sparato in autodifesa”.
Una posizione, quella del Presidente americano, condivisa dalla ministra Kristi Noem, che descrive Renee come intenta a “pedinare” gli agenti. Ha persino lodato l’operatore per aver “messo in pratica il proprio addestramento per salvare la propria vita”.
È caos dopo la morte della donna
Mentre la politica si scontra, il dolore della comunità è tangibile. Sulla 34esima strada, tra la neve, è apparsa una veglia di fiori e candele e non mancano proteste.
Renee, cresciuta in Colorado e vedova del comico Timothy Macklin, cercava di rifarsi una vita.
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Oggi la sua morte diventa il simbolo di una militarizzazione che molti cittadini non sono più disposti a tollerare. Anche da New York arriva la condanna del sindaco Zohran Mamdani: “Questi raid sono crudeli e disumani”.
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