La storia dietro i capelli di Cucurella: c’entra il figlio
Dalla scelta della madre Patricia fino al percorso vissuto con il figlio Mateo: la storia dietro i capelli lunghi di Marc Cucurella.
Marc Cucurella è conosciuto in tutto il mondo per i suoi capelli ricci e inconfondibili, diventati un simbolo della sua immagine. Dietro quella chioma, però, sembra ci sia una storia familiare che affonda le radici nell’infanzia del calciatore e nel rapporto speciale con suo figlio.
Marc Cucurella, la storia dei capelli ricci diventati il suo simbolo
Prima dei suoi scatti sulla fascia, delle corse instancabili e delle prestazioni con la Spagna, Marc Cucurella è diventato famoso per un dettaglio che lo rende immediatamente riconoscibile: la sua lunga chioma riccia. Un tratto estetico che negli anni si è trasformato in una vera firma personale, accompagnandolo durante la crescita calcistica fino ai palcoscenici più importanti. Il terzino spagnolo è oggi considerato uno degli esterni più completi del panorama internazionale, grazie alla capacità di unire spinta offensiva, sacrificio e continuità durante le partite.
La storia dietro i capelli di Cucurella: dalla scelta della madre Patricia al percorso con il figlio Mateo
La nascita del suo look iconico risale infatti agli anni dell’infanzia, quando la madre Patricia Saseta trovò un modo semplice per individuarlo in campo. Durante le partite delle giovanili, tra tanti bambini con divise simili e mentre dagli spalti poteva capitare di distrarsi parlando con altri genitori, decise di lasciargli crescere i capelli per riconoscerlo più facilmente. Quella soluzione pratica è poi diventata, con il passare degli anni, una parte inseparabile della sua identità. Lo stesso Cucurella ha raccontato più volte il legame con questa caratteristica, spiegando che quei ricci sono ormai parte del suo stile e della sua immagine pubblica. Se all’inizio erano un semplice elemento utile alla madre per distinguerlo dagli altri bambini, oggi rappresentano uno dei simboli più immediati del calciatore, tanto da essere riconosciuti dai tifosi di tutto il mondo.
Dietro il personaggio pubblico, però, c’è anche una storia familiare molto profonda. Insieme alla compagna Claudia Rodríguez, Cucurella ha raccontato il percorso vissuto dopo la diagnosi di autismo del figlio maggiore Mateo. Il difensore ha scelto di parlare apertamente delle difficoltà affrontate dalla famiglia, spiegando quanto sia importante imparare a comprendere le esigenze del bambino e trovare il modo migliore per accompagnarlo nella crescita. Negli ultimi giorni sui social è circolata una versione molto emozionante legata ai capelli di Marc Cucurella, secondo cui il calciatore avrebbe scelto di non tagliare la sua lunga chioma per permettere al figlio Mateo, affetto da disturbo dello spettro autistico, di riconoscerlo più facilmente durante le partite. Una storia che ha conquistato molti utenti per il suo significato simbolico, ma che non troverebbe conferma nelle parole del diretto interessato.
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La battaglia più importante fuori dal campo di Cucurella: l’amore per il figlio
Lontano dagli stadi e dai riflettori, Cucurella ha mostrato un lato più personale, raccontando le emozioni e le difficoltà di essere padre di un bambino con bisogni specifici. Il calciatore ha spiegato che il percorso con Mateo gli ha insegnato a guardare la vita con una prospettiva diversa, dando maggiore valore ai piccoli passi avanti e ai progressi quotidiani. La famiglia ha affrontato momenti complessi legati alla comunicazione e allo sviluppo del bambino, ma anche grandi soddisfazioni ogni volta che Mateo raggiunge un nuovo traguardo. Così, quando il terzino corre sulla fascia con i suoi ricci al vento, quell’immagine racconta molto più di una semplice scelta estetica. I capelli che lo hanno accompagnato fin da bambino rappresentano il legame con le sue origini, mentre il rapporto con Mateo mostra il volto più umano di un campione abituato a vincere anche lontano dal terreno di gioco.
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