Impegnata tra concerti e appuntamenti estivi, Donatella Rettore si racconta sul nuovo numero di Novella 2000, di cui è anche la protagonista in copertina, con la schiettezza che da sempre la contraddistingue. Nell’intervista affronta temi che spaziano dalla musica alla condizione femminile, dalla libertà di espressione alla politica, senza rinunciare a opinioni spesso controcorrente. «Ispiratrice mi piace moltissimo», dice, rifiutando l’etichetta di “icona“, che considera ormai abusata.

Il rapporto con le donne e la musica

Nel corso della sua carriera Rettore ha collaborato con artiste di generazioni diverse, da Giuni Russo a Ditonellapiaga, fino a BigMama e Beatrice Quinta. Pur sostenendo la collaborazione tra donne, precisa di non essere solidale “a prescindere”: «Sono solidale con le donne intelligenti. Se una mi sta antipatica, non le risparmio nulla solo perché è donna». Per lei il rispetto passa anche dalla sincerità e dal confronto diretto: «Unite si vince. Divise no. L’egoismo non è più concepibile». Tra le artiste con cui sogna di lavorare cita Annie Lennox e, in Italia, Annalisa, Francesca Michielin ed Elodie.

Sanremo e la libertà artistica

Rettore guarda al Festival di Sanremo senza rimpianti. Vi partecipa solo quando sente di avere il brano giusto e non ritiene che il suo repertorio abbia avuto bisogno del palco dell’Ariston per affermarsi. Ripensando a Kobra, ricorda le polemiche e il tentativo di censura: «Alla fine questa polemica diede una spinta alla canzone». Quanto alla sua immagine provocatoria, sottolinea che il pubblico l’ha sempre riconosciuta soprattutto come un’artista ironica e divertente.

 

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Donne, corpo e provocazione

Secondo Rettore, la provocazione femminile conserva ancora oggi una forte capacità di rompere gli schemi. Anzi, rispetto agli Anni ’80 la situazione sarebbe peggiorata: «Abbiamo fatto grandi passi indietro. Le donne sono ancora emarginate». Porta come esempio anche figure ai vertici delle istituzioni, osservando come il sessismo continui a manifestarsi persino nei confronti delle donne più potenti. «Non è Medioevo, è giungla», afferma.

LGBTQIA+, visibilità e inclusione

Parlando di diritti e rappresentazione, l’artista distingue tra inclusione ed esibizionismo. Ritiene che l’amore appartenga alla sfera privata e critica la ricerca costante di visibilità sui social: «C’è troppa voglia di protagonismo, di farsi vedere». Ribadisce però di non aver mai fatto differenze tra le persone. Ricorda l’amicizia con un compagno di liceo che le confidò la propria omosessualità e spiega come, negli anni, abbia modificato anche il proprio linguaggio comprendendo che alcune espressioni erano offensive.

Politica e impegno civile

Sul fronte politico, Rettore lamenta una classe dirigente troppo concentrata sul potere e sull‘immagine. Tra i riferimenti cita Marco Pannella ed Emma Bonino, che considera esempi di politica visionaria e concreta. Si dice vicina ai valori della sinistra e guarda con interesse anche a Elly Schlein, pur sottolineando che oggi il confronto pubblico è impoverito dai social network: «Non c’è di peggio dei social! Pieni di fake news, bisogna sempre controllare le fonti». Infine rende omaggio a Tina Anselmi, sua compaesana, definendola una grande occasione mancata per il Paese quando non si scelse di averla come Presidente della Repubblica.

L’intervista integrale sul numero di Novella 2000, in edicola e in digitale dal 12 agosto 2026.

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Foto copertina: Alex Belli (Axbstudio Production)
Make-up: Alex Face Editing and post production Barbara Bozzini
Styling: Flavia Cavalcanti
Location: Axbstudio Mecenate