Alberto Sordi, gli amori segreti
Il lato più intimo del grande attore raccontato per i suoi 106 anni che avrebbe compiuto oggi dal suo familiare-biografo che ne ha raccolto confidenze e ricordi
di Igor Righetti
Mio cugino Alberto Sordi interpretò magistralmente – sul grande schermo – mariti, amanti e padri, tanto da diventare l’emblema dell’italiano medio. Eppure, nella vita privata, fece una scelta completamente diversa: non si sposò mai e non ebbe figli. Amava definirsi, con la sua consueta ironia, «un infedele per costituzione».
Igor Righetti con suo cugino Alberto Sordi
Il cuore di Alberto Sordi batteva… solo per il set
Scherzava spesso dicendo: «Che me metto un’estranea dentro casa?», ma la verità era un’altra e la confidava a noi familiari. Alberto ci diceva che sarebbe stato un pessimo marito e un pessimo padre perché la sua vita era totalmente assorbita dal lavoro. Se avesse costruito una famiglia, avrebbe dovuto sottrarre tempo ed energie alla professione che amava sopra ogni cosa.
Non avrebbe mai voluto vivere nell’ipocrisia di chi si sposa e poi conduce una doppia vita, proprio come tanti personaggi che lui stesso interpretò nei suoi film. Per questo scelse di non sposarsi: una decisione radicale, ma perfettamente coerente con il suo carattere. L’ho rivelato nel mio libro Alberto Sordi segreto (amori nascosti, manie, rimpianti e maldicenze) pubblicato da Rubbettino editore, con la prefazione del critico Gianni Canova, giunto alla 12ª ristampa da cui ho tratto il docufilm internazionale, anche in inglese e spagnolo, Alberto Sordi secret – che ho scritto e diretto – il primo e unico sulla sua vita privata arrivato per ora a quota 35 Premi in Italia e all’estero, dall’Europa agli Stati Uniti fino all’Asia.
Libro e ebook Alberto Sordi segreto di Igor Righetti, da cui è tratto il docufilm internazionale Alberto Sordi secret
Un premio per ricordarlo
Attualmente è in onda su Prime Video in Cina, Usa, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia. Dopo la proiezione nei cinema italiani è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma e al Senato della Repubblica. Per ricordarlo, nel 2017 ho ideato il premio annuale internazionale Alberto Sordi Family Award (ho premiato anche 4 Premi Oscar tra i quali Helen Mirren e Colin Firth) che organizzo con la mia società “Loro Comunicazione” e porto in scena lo spettacolo Alberto Sordi segreto in tante città, in Italia e all’estero.
Su Instagram e Facebook ho aperto i profili ufficiali (https://www.instagram.com/albertosordiforever) gestiti dall’influencer e social media manager Lorenzo Castelluccio. Il suo vero matrimonio fu prima con la radio e il doppiaggio, poi con il teatro, quindi con il cinema e infine con il suo pubblico, che considerava una grande famiglia.
Andreina Pagnani, il primo grande amore di Alberto Sordi
Questo non significa che non abbia amato. Il suo primo grande amore fu l’attrice e doppiatrice Andreina Pagnani. Quando si conobbero, nel 1942, Alberto aveva circa 22 anni e lei 36. La loro relazione durò nove anni. Fu una donna fondamentale nella sua vita e nella sua carriera perché lo introdusse da protagonista nel mondo del teatro di rivista. Alberto ci raccontò che fu Andreina a interrompere la storia dopo aver scoperto un suo tradimento con una ballerina inglese. A noi familiari confessò che Andreina era stata l’unica donna che aveva amato veramente.
Uta Franz, Katia Ricciarelli e… Shirley MacLaine
Nei primi anni Cinquanta andò molto vicino alle nozze con la bellissima attrice austriaca Uta Franz. Lei aveva diciannove anni, lui trentaquattro. Si conobbero a Bad Gastein, località termale austriaca dove Alberto si trovava per riprendersi da un periodo di lavoro massacrante. Arrivarono persino a fissare una data per il matrimonio, ma all’ultimo momento lui si tirò indietro, spaventato dall’idea di rinunciare alla propria libertà e al proprio lavoro.
Tra le sue numerose frequentazioni ci furono anche la giovane Katia Ricciarelli, che molti anni dopo confermò pubblicamente il loro flirt, ricordando i duetti d’opera che improvvisavano insieme, e una ragazza inglese di nome Elisabeth, conosciuta a Londra durante le riprese del film Fumo di Londra, alla quale Alberto rimase molto legato. Frequentò inoltre l’attrice americana Shirley MacLaine, sempre con la massima discrezione.
Il rapporto con Silvana Mangano e Soraya, l’ex imperatrice di Persia
Molto si è scritto anche sul suo rapporto con Silvana Mangano. Alberto nutriva per lei una profonda ammirazione e una forte attrazione, ma a noi familiari non parlò mai di una storia d’amore. Probabilmente si trattò di un sentimento intenso e platonico, favorito anche dal forte legame di amicizia che lo univa al marito di lei, il produttore Dino De Laurentiis.
Tra le donne che lo colpirono maggiormente ci fu anche Soraya, l’ex imperatrice di Persia, protagonista insieme a lui del film I tre volti. Continuarono a frequentarsi per anni e Alberto conservò sempre un ricordo affettuoso di quella donna elegante e malinconica che riusciva a far sorridere. Grande viaggiatore, Alberto trascorse per oltre quindici anni lunghi periodi in Brasile, soprattutto a Guarujá, di fronte a Santos. Era innamorato di quel Paese e ricordava spesso quei soggiorni come un periodo di straordinaria libertà, circondato da amicizie, mondanità e donne affascinanti, lontano dai riflettori e dai paparazzi italiani.
La relazione di Alberto Sordi con la contessa De Blanck
Un capitolo particolare fu la relazione con la contessa Patrizia de Blanck, mia cara amica scomparsa di recente. Si conobbero all’inizio degli anni Settanta e vissero una storia intensa, appassionata e molto divertente, durata circa un anno. In seguito rimasero legati da un’amicizia sincera. Patrizia mi raccontò che Alberto era affascinato dal mondo dell’aristocrazia e che il suo sogno segreto era addirittura quello di vivere una storia con la regina Elisabetta. Per un periodo, poi, presentò l’annunciatrice tv Rai Roberta Giusti come sua fidanzata.
Alberto ebbe molti amori, flirt e avventure, ma non rinunciò mai alla propria libertà. Le donne le considerava esseri superiori e con loro fu sempre sincero fin dall’inizio, chiarendo che non avrebbe promesso ciò che non poteva mantenere. Alla fine della sua vita non ebbe rimpianti. Non fu un uomo contro l’amore, ma contro l’ipocrisia. Scelse il lavoro come missione e il pubblico come famiglia.
(nell’immagine di copertina, Alberto Sordi con Sandra Milo)
