Ivana Monti: Io e Grazia Deledda
Ivana Monti: La mia Grazia Deledda Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche interpretazioni riescono a restituire la profondità di un’icona letteraria…
Ivana Monti: La mia Grazia Deledda
Nel panorama cinematografico contemporaneo, poche interpretazioni riescono a restituire la profondità di un’icona letteraria con la stessa intensità di Ivana Monti in Quasi Grazia. Il film di Peter Marcias ci regala un ritratto inedito di Grazia Deledda: non solo la Nobel per la Letteratura, ma una donna nel suo crepuscolo.
Un confronto tra cinema e realtà
Parlando con Novella 2000, l’attrice, signora della scena italiana, ha svelato il fervore che ha alimentato la sua performance. Se nel film la sua voce è pacata e sussurrata (cifra stilistica di una donna che si congeda dalla vita) al telefono Ivana Monti si accende. Citando date e nomi con una memoria di ferro. “L’ho rappresentata in un momento di consapevolezza particolare: quando percepisce di essere vicina alla morte”, spiega.
La scelta artistica dietro il personaggio
Accanto a lei, Irene Maiorino e Laura Morante incarnano prima Deledda giovane poi quella della consacrazione. Ivana Monti respinge l’idea di una sardità di facciata: “Nell’ultima parte della vita era ormai romana. Non ho voluto accentuare la sardità per evitare distrazioni al pubblico”.
Le “donne democratiche” e l’impegno sociale
Il cuore pulsante del discorso di Ivana Monti trascende il cinema. La sua Grazia Deledda è una “donna democratica”, termine con cui l’attrice definisce quelle pioniere, da Matilde Serao ad Anna Kuliscioff, che tra Otto e Novecento difesero la condizione femminile. “Rivendicavano il diritto di sentirsi cittadine e condizioni di lavoro migliori per tutti, maschi e femmine”, sottolinea, ricordando le battaglie sociali che hanno segnato la storia d’Italia.
Solidarietà alle maestranze
La riflessione si estende al presente, abbracciando le maestranze del cinema che oggi lottano per i propri diritti. Per la Monti, la cultura resta uno strumento di confronto. L’auspicio è chiaro: che questo film spinga il pubblico a riscoprire la grandezza letteraria di Grazia Deledda e la forza corale di quelle donne che hanno cambiato il volto del nostro Paese.
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