«Il Pride è la manifestazione più pacifica che ci sia: non succedono violenze, non succedono risse. E una manifestazione gioiosa ma anche di resistenza, dove delle persone in carne e ossa, con i loro corpi e con le loro esistenze, dicono ‘non accettiamo che la politica decida delle nostre vite, non accettiamo che altri ci discriminino semplicemente perché esistiamo’. Noi esistiamo, siamo felici di quello che siamo e ve lo dimostriamo marciando tutti assieme pacificamente». Lo ha detto Alessandro Zan, Eurodeputato e responsabile Diritti del Partito Democratico, rispondendo alla domanda sul Pride, su quanto ci sia bisogno ancora di questa manifestazione e quanti pregiudizi generi anche nel 2026. Nell’intervista a Novella 2000 abbiamo parlato con lui anche della nuova Direttiva Vittime, approvata di recente a Strasburgo e che ha al suo interno parte di quello che era contenuto anche nel Ddl Zan, affossato in Senato nel 2021, ma anche del 36esimo posto dell’Italia nel report ILGA 2026, ossia il Rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali, relativo al periodo da gennaio a dicembre 2025.

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