Catherine Breed, l’impresa contro i limiti umani: cosa farà al largo della California
Nella rubrica ‘Il Taccuino Viola’ su Novella 2000, l’incredibile impresa dell’atleta: percorrerà a nuoto tutta la costa della California.
C ’è un confine sottile che separa l’audacia da quella che, per qualcuno, è la follia. Catherine Breed, 33 anni, quel confine si appresta a nuotarlo. Letteralmente. Cresciuta tra le onde del Pacifico e già stella dello stile libero sulle lunghe distanze ai tempi dell’università, la giovane non è, comunque, nuova alle imprese impossibili. È stata, per esempio, la prima persona ad attraversare le 21 miglia del Lago Tahoe in meno di nove ore. Bracciata dopo bracciata ha coperto anche le oltre 25 miglia che separano il Golden Gate Bridge da Half Moon Bay in California. E ancora ha stabilito il record di velocità per la distanza di 30 miglia che va dalle isole Farallon a San Francisco. La sua prossima sfida, qualcosa di mai tentato prima, si chiama Swim California.
L’obiettivo, scrivono le testate americane, è titanico. Breed vuole, infatti, diventare la prima persona al mondo a percorrere a nuoto l’intera costa dell’omonimo Stato a stelle e strisce: quasi 1.500 chilometri. Partenza intorno al primo luglio. Arrivo previsto, circa tre o quattro mesi dopo. Per farlo, Breed dovrà nuotare dalle quattro alle sei ore al giorno coprendo circa 16 chilometri a tappa. «Nessuno è stato abbastanza pazzo da provarci», racconta lei ridendo, riportano i giornali statunitensi.
«Catherine ripeterà per 90 giorni di fila quella che per la maggior parte delle persone è la sfida di una vita», commenta a Sports Illustrated Matthew Sessions, capitano della barca a vela che accompagnerà l’atleta nel suo viaggio. Un’odissea che Breed pianifica da ormai cinque anni facendosi consigliare anche da campioni di resistenza del settore come Ross Edgley (mille miglia intorno all’Islanda) e Daragh Morgan (912 miglia in Irlanda). Come tutte le imprese epiche moderne, d’altronde, anche questa prevede una pianificazione rigorosa. Al Los Angeles Times un’amica ha definito Breed «un’audace calcolatrice». Rimane umile, invece, Breed che preferisce l’etichetta «esperta di gestione del rischio».
Breed sarà affiancata da due membri del suo equipaggio a bordo di un gommone con motore fuoribordo. Non potranno assisterla in alcun modo, ma saranno nelle vicinanze per eventuali emergenze e per porgerle bevande ricche di carboidrati ogni 30 minuti. Certo, le preoccupazioni non sono poche. Tra queste la presenza di squali e razze. I pescatori l’hanno, inoltre, avvertita della presenza di reti da pesca “fantasma” sparse qua e là. Lei, però, fa spallucce: «Non sarò cibo per pescecani: il gommone e la barca a vela nelle vicinanze faranno da deterrenti». Le maggiori preoccupazioni riguardano il vento, la nebbia e le condizioni del mare. Per questo motivo è previsto l’utilizzo di radar e carte nautiche elettroniche, oltre che di un dispositivo di monitoraggio personale indossato dalla stessa Breed. Sono, comunque, ipotizzati alcuni giorni extra per completare la sfida nel caso in cui le condizioni meteorologiche dovessero diventare troppo avverse, se la giovane dovesse ammalarsi o l’imbarcazione necessitasse di riparazioni.
Ma Swim California non è solo un’impresa contro i limiti umani. L’idea della nuotatrice è quella di sfruttare la visibilità di cui godrà per promuovere la sua organizzazione non-profit Sea Dreamers che ha come obiettivo sensibilizzare sulla conservazione degli oceani e rafforzare il legame tra le donne e il mare. Per questo, tra una tappa e l’altra, Breed incontrerà le comunità locali per ispirare giovani atlete a non temere l’oceano. «Fatico a spiegare esattamente perché voglio farlo. È il momento di puntare a qualcosa di grande, selvaggio e audace», conclude lei spiegando che al primo tuffo nel Pacifico spera di provare solo gratitudine e gioia. E chi al traguardo si aspetta un grande party, rimarrà deluso: «Solo un resort tranquillo, tacos e un margarita per realizzare l’impossibile».
Questo articolo, intitolato ‘Catherine Breed. Una Sirenetta made in California’, è contenuto nella rubrica Il taccuino viola all’interno del numero di Novella 2000 attualmente in edicola.
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