Emily Willis, ex star del cinema per adulti, è rimasta con gravi e irreversibili danni cerebrali dopo un malore durante un ricovero in una struttura di riabilitazione in California. Ora un accordo da 3 milioni di dollari chiude la causa avviata dalla famiglia, ma lascia ancora aperti molti interrogativi su quanto accaduto.

Emily Willis, dalla vetta del porno al sogno di Hollywood

Emily Willis è stata una delle attrici più note dell’industria per adulti, arrivando in pochi anni ai massimi riconoscimenti del settore. Nel 2021 ha conquistato il premio AVN come Female Performer of the Year, mentre nello stesso periodo ha ottenuto anche il principale riconoscimento XBIZ, che avrebbe nuovamente vinto nel 2022. La sua carriera era iniziata nel 2018 e aveva avuto una crescita rapidissima, fino a portarla verso nuovi progetti lontani dal mondo dell’intrattenimento per adulti. Nel 2023, infatti, Willis aveva partecipato al film sperimentale di fantascienza Divinity, prodotto da Steven Soderbergh e diretto da Eddie Alcazar, recitando accanto a Scott Bakula, Stephen Dorff e Bella Thorne.

Nata a San Rafael, nella provincia argentina di Mendoza, Willis si era trasferita ancora bambina nello Utah insieme alla madre. Prima di entrare nel settore aveva studiato danza, praticando balletto, contemporaneo, jazz e hip-hop, e aveva anche seguito una formazione come assistente infermieristica. In seguito aveva lavorato nelle vendite porta a porta, prima di scegliere consapevolmente di costruire una carriera nel porno.

Emily Willis, il ricovero in California e il drammatico peggioramento

The Hollywood Reporter riporta che all’inizio del 2024 la vita di Willis ha preso una svolta drammatica. Il 27 gennaio l’ex star è entrata volontariamente al Summit Malibu, struttura di riabilitazione della California gestita da Malibu Lighthouse Treatment, per affrontare, secondo quanto riportato nella denuncia della famiglia, una dipendenza dalla ketamina. Per 21 giorni di trattamento avrebbe pagato 45.500 dollari in contanti. Al momento del ricovero pesava circa 100 libbre, pari a poco più di 45 chili, ed era stata giudicata sottopeso dalla stessa struttura. Nei giorni successivi, secondo l’accusa, le sue condizioni sarebbero progressivamente peggiorate: avrebbe manifestato sintomi di astinenza, difficoltà a camminare, disorientamento e un generale deterioramento fisico. La denuncia sostiene inoltre che Willis non sarebbe stata visitata da un medico durante la permanenza e che, nonostante alcune indicazioni per un trasferimento in una struttura sanitaria, avrebbe rifiutato in più occasioni farmaci e assistenza ospedaliera.

Il 4 febbraio 2024 la situazione è precipitata. Secondo quanto ricostruito nell’azione legale, un’infermiera avrebbe trovato Willis priva di sensi. I soccorritori avrebbero lavorato per quasi un’ora prima di riuscire a rianimarla. La prolungata mancanza di ossigeno avrebbe provocato un danno cerebrale irreversibile, lasciandola gravemente incapace e bisognosa di assistenza continua. La famiglia ha successivamente riportato Willis nello Utah per proseguire le cure. Nel frattempo, la sua condizione ha alimentato interrogativi e preoccupazione anche all’interno dell’ambiente dell’intrattenimento per adulti, mentre le informazioni sulle sue condizioni sono rimaste limitate per tutelarne la privacy.

Emily Willis, l’attrice “vince” un risarcimento da 3 milioni di dollari dopo i danni irreversibili

Dalle informazioni riportate dal The Hollywood Reporter, la vicenda è arrivata anche nelle aule di tribunale. La madre di Willis, che ne è anche la tutrice legale, ha citato in giudizio Malibu Lighthouse Treatment, contestando la gestione della permanenza nella struttura. Il centro ha respinto le accuse, sostenendo che Willis avesse più volte rifiutato indicazioni mediche e farmaci e che il personale non avesse l’autorità legale per obbligarla a ricevere cure esterne. Il 15 luglio 2026 un giudice della Superior Court di Santa Monica ha approvato un accordo transattivo da 3 milioni di dollari. Dopo le spese e gli onorari, a Willis dovrebbero spettare circa 1,26 milioni di dollari, denaro che, vista la sua incapacità di gestire autonomamente i propri affari, sarà amministrato con l’assistenza della famiglia e destinato soprattutto alle necessità future e alle cure.

L’intesa mette fine alla controversia legale, ma non stabilisce in modo definitivo che cosa sia accaduto nelle ore precedenti al collasso di Willis né se l’esito avrebbe potuto essere evitato. Resta quindi senza una risposta conclusiva la domanda centrale della vicenda: come sia stato possibile che una giovane donna arrivata ai vertici dell’industria per adulti, protagonista di un percorso che sembrava ormai indirizzato anche verso il cinema mainstream, abbia riportato un danno cerebrale permanente durante un periodo trascorso in una struttura di riabilitazione.