«Mi sono chiesta spesso quando abbiamo iniziato a chiamare narcisista patologico chiunque ci abbia fatto soffrire. Oggi basta una delusione sentimentale, un capo difficile o un ex partner perché quella parola venga pronunciata con una sicurezza quasi disarmante, come se fosse sufficiente una relazione finita male per trasformarsi improvvisamente in esperti di personalità. Eppure, ogni volta che sento usare questa etichetta con tanta leggerezza, mi torna sempre in mente la stessa domanda. Se il narcisista patologico fosse davvero così facile da riconoscere, come potrebbe riuscire a manipolare le persone per mesi o addirittura per anni senza che se ne accorgano?», così la psicologa Anna Vagli introduce la sua rubricaCuori in Relazione‘ su Novella 2000, dove ha cercato di tracciare le caratteristiche di un narcisista.

Riconoscere un narcisista: come fare e perché non è così semplice

«Credo che il primo equivoco nasca proprio dall’immagine che ne abbiamo costruito. Probabilmente anche tu immagini semplicemente una persona arrogante e egocentrica. Nella realtà, però, il narcisista patologico conquista fiducia prima ancora di esercitare potere», spiega Vagli per poi tracciare un profilo che, attenzione, non è una regola ma nasconde segnali da non sottovalutare. Infine, la psicologa ricorda: «Esiste però una domanda che vale sempre la pena porti. Come ti senti dopo avere avuto a che fare con quella persona?»

Trovare l’articolo completo di Anna Vagli sul numero di Novella 2000 attualmente in edicola.

Per avere la vostra copia digitale in promo cliccate QUI.

Per la app di Novella 2000 QUI per Apple Store e QUI per Google Play