Achille Lauro per Dondup: prezzi da capogiro (e polemica sulla taglia 40)
Successo di vendite e dibattito acceso sulla taglia unica (40) per la collezione “Erotica” di Achille Lauro per Dondup.
La collezione “Erotica” segna l’incontro tra moda e performance artistica, con il debutto di Achille Lauro come direttore creativo per Dondup. Presentata durante un concerto allo stadio San Siro, la linea trasforma la passerella in spettacolo e propone una visione della femminilità costruita su eleganza, consapevolezza e forte identità estetica, tra sartorialità rigorosa e sensualità contemporanea. Il lancio, però, ha acceso anche il dibattito: al centro delle polemiche la scelta di proporre i capi nella sola taglia 40.
“Erotica”: il debutto creativo di Achille Lauro per Dondup
La nuova collezione “Erotica” segna l’ingresso ufficiale di Achille Lauro nel ruolo di direttore creativo per Dondup, che porta così in scena una visione estetica fortemente identitaria e teatrale. Il progetto, presentato durante il concerto del 15 giugno allo stadio San Siro davanti a oltre 60.000 persone, ha trasformato il palco in una passerella inedita, fondendo spettacolo musicale e sfilata di moda in un unico linguaggio.
Il concept alla base del lavoro è dichiarato come una progressione di significati: “L’istinto diventa consapevolezza. La consapevolezza diventa erotismo”. In questa narrazione, la donna immaginata da Lauro è centrale e consapevole, come lui stesso afferma: “La mia personale espressione di una femminilità elegante, potente e irresistibile“. Un universo che punta a raccontare una seduzione non ostentata, ma radicata nella sicurezza di sé e nell’identità individuale.
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La firma di Achille Lauro su “Erotica”: il nuovo volto della donna contemporanea
La collezione FW26/27 si sviluppa in circa 50 pezzi tra abiti e accessori, costruendo un linguaggio visivo fatto di contrasti. Il tailoring strutturato si intreccia con elementi più sensoriali e provocatori: blazer scolpiti, trench sartoriali, smoking femminili e gessati dialogano con trasparenze, velluti profondi, chiffon impalpabili e superfici luminose.
Elemento distintivo è proprio il gessato, reinterpretato in chiave contemporanea e declinato in tonalità sobrie come bianco, grigio e sfumature tono su tono. Accanto a questo codice estetico convivono accessori scenografici come maxi cappelli dal taglio maschile e borse hobo, mentre il pantalone Lexi – iconico del brand – viene riproposto nella sua linea flared a vita media, pensata per slanciare la silhouette.
Sul fronte dell’immaginario femminile, il guardaroba alterna suggestioni forti e raffinate: autoreggenti, tacchi vertiginosi, guanti in pelle, maschere in pizzo e make-up intenso si affiancano a figure più “intellettuali” e sofisticate, costruendo una femminilità che oscilla tra autorità e magnetismo. In passerella anche top model internazionali come Frida Aasen, Cindy Mello e Ikram Abdi, protagoniste di un fashion show che unisce performance e racconto visivo.
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Achille Lauro per Dondup: prezzi da capogiro (e polemica sulla taglia 40)
Il lancio di Achille Lauro non è passato inosservato nemmeno sul piano delle discussioni pubbliche. Una delle questioni più dibattute riguarda la scelta di proporre i capi in taglia unica (40), con una vestibilità dichiarata ampia che coprirebbe dalla 38 alla 42. Al di là della spiegazione tecnica legata alla fase di campionario, la decisione ha aperto una riflessione più ampia sulle dinamiche di rappresentazione del corpo nella moda contemporanea.
In un momento storico in cui il settore è sempre più chiamato a confrontarsi con temi di inclusività e diversità fisica, la proposta di una collezione sostanzialmente “monotaglia” viene letta da una parte del pubblico come un segnale in controtendenza rispetto ai progressi degli ultimi anni. Il rischio percepito è quello di ridurre la moda a un codice estetico selettivo, più orientato alla costruzione di un’immagine ideale che alla reale varietà delle fisicità. La polemica si inserisce inoltre in un dibattito più ampio sul cosiddetto “fashion system dell’evento”, dove il lancio spettacolarizzato e l’impatto mediatico tendono a prevalere sulla dimensione concreta del prodotto. In questo scenario, la scelta della taglia unica può essere interpretata anche come un dispositivo narrativo: un modo per rafforzare l’aura di esclusività della collezione, ma che al tempo stesso rischia di alimentare la distanza tra immaginario creativo e accessibilità reale. Non a caso, proprio sui social il confronto si è polarizzato tra chi difende la natura sperimentale del progetto e chi invece legge questa impostazione come una forma di estetizzazione elitista del corpo femminile, coerente con una visione della moda ancora fortemente legata a standard fisici ristretti.
Sul fronte economico, la linea si colloca chiaramente nel segmento luxury: i prezzi spaziano dal blazer in lana gessata da circa 750 euro fino al suit in velluto che raggiunge i 1.350 euro, passando per accessori come borse e cinture che oscillano tra i 200 e i 690 euro. Nonostante le polemiche, la risposta del mercato è stata immediata: molti capi sono andati rapidamente sold out, segno di un forte interesse attorno al progetto.
Come dichiarato dallo stesso Achille Lauro, “Volevo creare qualcosa che restasse. Non come volto, ma come autore. EROTICA è il modo in cui vedo la donna: forte, elegante, consapevole del proprio corpo. La sensualità non è un accessorio: è un’attitudine. E la moda deve saperla raccontare“.
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