Perché la figlia di Fabio Caressa e Benedetta Parodi ha lasciato Milano?
Da Milano a Torino, la figlia di Fabio Caressa e Benedetta Parodi alla Scuola Holden: Matilde è aspirante scrittrice.
Negli ultimi anni Torino è diventata una delle principali mete universitarie per molti giovani provenienti da Milano, attratti da una città più raccolta, accessibile e con un’identità percepita come più definita. In questo contesto si inserisce la storia della figlia di Fabio Caressa, che ha scelto di trasferirsi nel capoluogo piemontese per frequentare un master alla Scuola Holden e costruire il proprio percorso nel mondo della scrittura.
Fabio Caressa e Benedetta Parodi, i tre figli: Matilde, Eleonora e Diego
La famiglia resta una presenza importante, anche nel racconto pubblico. I suoi genitori, Fabio Caressa e Benedetta Parodi, hanno parlato più volte dei tre figli: Matilde (2002), Eleonora (2004) e Diego (2009).
Sul piano personale, Matilde studia per diventare scrittrice. Il suo percorso nasce dalla musica racconta al Corriere: “Mi è sempre piaciuto scrivere, ma all’inizio scrivevo solo canzoni, un formato che alla lunga mi stava stretto, lo sentivo limitante. Alla fine sono arrivata alla Holden: è il posto perfetto per me“. La scrittura resta quindi il centro della sua progettualità.
I fratelli hanno percorsi e visibilità diverse: Eleonora ha partecipato a Pechino Express con il padre, esperienza che lui ha definito a Radio Deejay significativa per la sua crescita: “Quanto è cresciuta lei e quanto mi ha dimostrato di essere una donna e non più una bambina“. Il più piccolo, Diego, resta lontano dai riflettori: “Non vuole comparire neanche in una storia su Instagram… L’unica cosa su cui accetta consigli da me è il fantacalcio“. Sul nome, la madre aggiunge ironicamente: “Attenzione però: quel nome viene fuori dal mio amore per Zorro, Diego de la Vega. Da grande sarà uno spadaccino“.
Fabio Caressa, la figlia Matilde lascia Milano e sceglie Torino per studiare
Figlia di Fabio Caressa e Benedetta Parodi, Matilde Caressa, 23 anni, rientra tra le migliaia di studenti milanesi che negli ultimi anni hanno deciso di trasferirsi a Torino per motivi universitari. Secondo i dati dell’Osservatorio regionale per il diritto allo studio, tre anni fa erano circa 2.500, oggi si sfiora quota 3 mila. Il suo trasferimento è legato al master in scrittura creativa alla Scuola Holden, nel quartiere di Borgo Dora, che ha finito per diventare il centro della sua quotidianità.
L’arrivo in città non è stato immediatamente semplice. Lei stessa racconta al Corriere: “Non ero felice quando sono arrivata, ora invece la sto scoprendo davvero“. La scelta è nata da un’esigenza formativa precisa, ma il primo impatto era condizionato anche da un ricordo negativo dell’adolescenza: “Da piccola ero stata in gita alle medie e non mi era piaciuta per niente: avevo 14 anni, pioveva, e probabilmente pensavo più ad altro che alla città“.
Con il tempo Torino è entrata stabilmente nella sua routine. Le giornate si dividono tra la scuola a Borgo Dora, le uscite serali in San Salvario e Quadrilatero Romano, fino alla prima abitazione a Santa Rita, nella zona amministrata dal sindaco Stefano Lo Russo. Tra i luoghi più frequentati anche il mercato di Porta Palazzo, che accompagna una parte della sua vita quotidiana. La percezione della città è cambiata radicalmente: “Adesso me la sono un po’ guardata. È molto vivibile. Non so se resterò qui per sempre, ma un giorno mi piacerebbe fermarmi a lungo“.
Matilde Caressa e il confronto tra Milano e Torino
Il confronto con Milano è netto: “Torino è più piccola e questo aiuta tantissimo. A Milano è tutto molto caotico, molto grande, e alla fine rischi di non fare nulla. Qui invece non ti perdi nel marasma. Milano ha meno identità, non capita che qualcuno dica davvero “la mia Milano”, qui invece l’ho sentito dire“.
La quotidianità è fatta anche di gesti semplici: spostamenti con il bus 4, pranzi economici vicino alla scuola e serate tra amici. “Quando stavo a Santa Rita mi svegliavo, prendevo il 4 e andavo a Borgo Dora. Poi mangiavo alla Fiorita, un ristorante cinese con il riso cantonese a due euro, vicino alla Holden. Dopo andavo al Quadrilatero a bere qualcosa“. Per la spesa si alternano supermercati di zona come Borello ed Esselunga.
Sul tema sicurezza, la sua impressione è equilibrata: “Prendere il 4 alle dieci di sera non è sempre la situazione più tranquilla, però nel complesso mi sento bene“.