La sindrome dell’ovaio policistico, l’intervista ad Antonella Viola
Sul numero di Novella 2000 in edicola, la biologa e divulgatrice scientifica ci spiega l’importanza del nome corretto per comprendere la malattia
La sindrome dell’ovaio policistico cambia nome e diventa sindrome ovarica poliendocrino-metabolica: PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome). Secondo gli scienziati, questo dovrebbe portare a diagnosi più mirate e rapide.
Perché la sindrome dell’ovaio policistico diventa la sindrome ovarica poliendocrino-metabolica
«Un nome corretto aiuta a vedere la malattia nella sua interezza. Ma quando questa viene raccontata in modo parziale, anche la cura rischia di diventare parziale», dice Antonella Viola, biologa e divulgatrice scientifica, intervistata da Alessia Ferri nel numero di Novella 2000 in edicola.
Una sindrome multisistemica con sintomi differenti da donna a donna
Il vecchio nome, infatti, descriveva un disturbo legato principalmente all’ovulazione e alla presenza di cisti. Mentre in realtà si tratta di una sindrome multisistemica con sintomi differenti da donna a donna.
«Molte donne per anni si sono sentite dire che non avevano cisti, quindi non potevano avere la sindrome. Quando magari avevano alterazioni ormonali, metaboliche o ovulatorie molto evidenti», spiega la professoressa Ordinaria di Patologia Generale all’Università di Padova.
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