Palinsesti La7, le novità per la stagione 2026/27
Conferme, novità e nuovi investimenti: La7 rafforza il suo palinsesto per la stagione 2026/27 puntando sulla continuità.
La7 guarda alla stagione televisiva 2026/2027 con un palinsesto orientato alla continuità e al rafforzamento della propria identità editoriale. Tra programmi confermati, nuovi progetti di approfondimento, investimenti digitali e importanti acquisizioni, la rete guidata da Urbano Cairo punta a consolidare il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni.
Una stagione all’insegna della continuità e della crescita per La7
“Squadra vincente non si cambia” è il principio che guiderà la stagione televisiva 2026/2027 di La7 e La7 Cinema, presentata a Milano nella cornice dell’Hotel Principe di Savoia. La linea scelta dall’editore e presidente di Rcs, Urbano Cairo, insieme al direttore di rete Andrea Salerno, non prevede rivoluzioni, ma un rafforzamento di un progetto editoriale che negli ultimi anni ha portato risultati importanti. La rete punta infatti a consolidare il proprio ruolo nel panorama televisivo italiano, confermandosi come terza emittente nazionale con il 6,1% di share in prima serata e circa 1,2 milioni di spettatori, dato che sale al 6,6% considerando l’intero gruppo con La7 Cinema.
Cairo ha sottolineato il percorso di crescita compiuto dalla rete: “Siamo sistematicamente la terza rete più vista. Un anno fa ce la giocavamo con Italia 1, oggi siamo regolarmente davanti”. Un risultato costruito progressivamente, considerando che nella stagione 2022-2023 La7 registrava il 5,2% di share. Anche nel totale giornata l’emittente conferma la propria forza, raggiungendo il 4,4% e posizionandosi come seconda rete più seguita tra il pubblico laureato. Secondo Cairo, il successo deriva anche dalla capacità di mantenere una proposta riconoscibile: “Il prime time è scomparso. Noi abbiamo tenuto la barra dritta”, riferendosi alla scelta di non spostare sempre più avanti l’inizio dei programmi serali.
Il palinsesto autunnale conserverà quindi la struttura che ha caratterizzato gli ultimi anni. Nell’access prime time resterà protagonista Otto e Mezzo con Lilli Gruber, mentre la prima serata sarà scandita dagli appuntamenti ormai consolidati: lunedì La Torre di Babele con Corrado Augias, martedì DiMartedì con Giovanni Floris, mercoledì Una giornata particolare con Aldo Cazzullo, giovedì Piazzapulita con Corrado Formigli, venerdì Propaganda Live con Diego Bianchi e nel fine settimana In altre parole con Massimo Gramellini. Durante il giorno torneranno inoltre Omnibus, Coffee Break, L’Aria che tira, Tagadà e nel pomeriggio Ignoto X.
Palinsesti La7, le novità per la stagione 2026/27
Accanto alle conferme, La7 introdurrà alcuni nuovi contenuti pensati per ampliare l’offerta senza modificare l’identità della rete. Tra le principali novità ci sarà lo sviluppo dello spin-off PiazzaPulita 100 minuti, un ciclo composto da quattro-sei puntate di inchieste coordinate da Corrado Formigli. Tornerà inoltre Aldo Cazzullo con dodici nuovi episodi di Una giornata particolare, programma che ha registrato una crescita significativa nel tempo: “Siamo partiti al 4% di share poi il dato è salito anche grazie alle repliche”, ha spiegato Cairo. Confermati anche i La7 Originals nella domenica sera e due nuovi speciali firmati da Ezio Mauro, dedicati rispettivamente all’assalto a Capitol Hill e alla figura di Donald Trump.
Grande attenzione sarà riservata anche alla fiction e ai contenuti acquisiti dall’esterno. La principale operazione sarà la trasmissione in chiaro di M – Il figlio del secolo, serie tratta dall’opera di Antonio Scurati, diretta da Joe Wright e interpretata da Luca Marinelli nel ruolo di Benito Mussolini. Finora disponibile esclusivamente su Sky, la produzione arriverà su La7 come un evento televisivo composto da otto episodi distribuiti in quattro serate. Ogni appuntamento sarà introdotto da Corrado Augias con contributi e approfondimenti dedicati al contesto storico e politico dell’ascesa del fascismo. Cairo ha precisato: “Perché crediamo che in tanti la vogliano vedere, ci aspettiamo l’interesse del pubblico. Ma è una scelta commerciale, non politica”.
La rete proporrà inoltre uno speciale sulla P2 con Fabrizio Gifuni, il film The Apprentice dedicato alle origini di Donald Trump e il documentario Mister Nobody Against Putin, vincitore del Premio Oscar 2026. L’obiettivo è ampliare il racconto dell’attualità attraverso linguaggi differenti, mantenendo centrale l’approfondimento. Cairo ha ribadito la volontà di costruire una televisione indipendente: “Noi facciamo informazione, sta al pubblico valutare”. Secondo il presidente di La7, programmi come quelli di Cazzullo e Mauro non rappresentano propaganda politica, ma strumenti di analisi e conoscenza.
Digitale, futuro della rete e il ruolo dell’informazione secondo La7
La stagione 2026/2027 vedrà anche un importante investimento sul fronte digitale con la nascita di La7 Play, una nuova piattaforma disponibile su smartphone, smart tv e desktop attraverso un’app dedicata. Il servizio offrirà un accesso più semplice e completo ai programmi della rete in streaming, con l’obiettivo di adattarsi alle nuove abitudini del pubblico. Parallelamente continuerà lo sviluppo di La7 Cinema, progetto lanciato l’anno precedente e già protagonista di una crescita superiore rispetto a La7D. “Un anno fa avevamo solo lanciato La7 Cinema e che è davvero partita con risultati importanti e crescenti”, ha dichiarato Cairo, spiegando che il traguardo è stabilizzarsi sull’1% di share giornaliero.
Rimane invece aperta la questione relativa al futuro di Enrico Mentana, il cui contratto con La7 scadrà nel dicembre 2026. Cairo ha confermato la stima nei confronti del direttore del TgLa7, ma senza anticipare decisioni: “Il contratto di Mentana scade nel dicembre 2026. Il rinnovo sulla parola, forse no. I contratti vanno fatti”.
Infine, non sono mancate le domande sulle voci di un possibile ingresso in politica dello stesso Cairo come candidato sindaco di Milano. L’imprenditore ha risposto lasciando aperta ogni possibilità: “Nella vita non si sa mai”. Ha però evidenziato le differenze profonde tra il mondo aziendale e quello politico, citando anche il caso di Silvio Berlusconi e spiegando come in politica i tempi decisionali siano molto diversi rispetto a quelli di un’impresa. Guardando al futuro dell’editoria, Cairo ha sottolineato le difficoltà di un mercato sempre più frammentato dall’avvento di internet: “Si deve capire in fretta cosa succede e cogliere le opportunità”.