È scontro a Zona Bianca, il programma di approfondimento politico di Rete 4 condotto da Giuseppe Brindisi. Ospite in studio Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia alla Camera dal 13 ottobre 2022, si è confrontata con un giovane in collegamento sul tema dei “maranza”, della criminalità giovanile e delle misure adottate dal governo. Un dibattito dai toni accesi, sfociato in un duro botta e risposta.

Chi è Sara Kelany, la deputata di Fratelli d’Italia

Sara Kelany è una deputata di Fratelli d’Italia, eletta alla Camera nella XIX legislatura. La sua attività parlamentare è particolarmente legata ai temi dell’immigrazione, della sicurezza e delle politiche di integrazione: è infatti componente della I Commissione Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni e ha partecipato a diversi interventi e iniziative sul tema dei flussi migratori. Nel confronto a Zona Bianca, il suo intervento si inserisce proprio in questo ambito, con una replica molto netta alle accuse rivolte al governo e alle sue politiche sulla criminalità giovanile.

Zona Bianca, Kelany contro il maranza: la frase che ha fatto esplodere lo studio

Secondo il ragazzo, associare il termine “maranza” ai giovani di seconda generazione stranieri coinvolti in episodi di delinquenza sarebbe una forma di propaganda e razzismo. “Ci tenevo a dire che ‘maranza’ se voi li identificate come persone delinquenti di seconda generazione e che fanno dei danni, allora noi non ci reputiamo maranza ha detto il giovane -. Assolutamente, perché è un modo di vestire e non rappresenta proprio quell’immaginario lì. Questa è semplice propaganda sbagliatissima e anche molto razzista chiamarli maranza se poi vengono identificati come ragazzini di seconda generazione, stranieri e ovviamente che delinquono. Quindi è una legge razzista“.

Nel corso del dibattito, il giovane ha poi criticato l’approccio basato soprattutto sulla punizione, sostenendo che dietro la devianza giovanile ci siano situazioni di disagio che richiederebbero interventi educativi e sociali. “Tutto questo è grave, perché i ragazzi non stanno vivendo un grandissimo momento. Noi siamo sempre contro la violenza, ma punendoli vi trovate dieci ragazzi puniti che escono dal carcere, dalla comunità e ne ritornano altri dieci. Perché bisogna dare educazione dove è mancata l’educazione. Bisogna dare degli aiuti, bisogna cercare di capire da dove nasce questo disagio sociale. Se lei non vive nei quartieri popolari, se lei non esce con questi ragazzi qua, se lei non capisce cosa vivono… Le sue parole hanno però provocato la reazione immediata di Kelany, che ha respinto l’accusa di razzismo ricordando la propria esperienza personale: “Sono un’immigrata di seconda generazione quanto lei e non sono mai andata in giro ad accoltellare la gente. E razzista lo va a dire a qualcun altro“.

Il confronto si è quindi chiuso con un botta e risposta dai toni duri tra Sara Kelany e il giovane in collegamento. Al centro della discussione è rimasto il provvedimento contro la criminalità giovanile e, soprattutto, il significato attribuito al termine “maranza”, diventato ancora una volta motivo di scontro politico e sociale.