Paola Cortellesi in piazza del Quirinale per il 2 giugno: il monologo sul voto delle donne ha conquistato tutti
Paola Cortellesi apre le celebrazioni del 2 giugno con un monologo sul referendum del 1946 e le protagoniste della Repubblica.
Le celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana hanno trovato uno dei loro momenti più significativi nello spettacolo “I volti della Repubblica. 80 anni dal referendum”, andato in scena in Piazza del Quirinale a Roma e trasmesso in diretta su Rai 1 ed Eurovisione. L’evento ha unito istituzioni e cultura in una narrazione condivisa della storia democratica del Paese. Ad aprire gli interventi artistici è stata Paola Cortellesi, con un monologo dedicato al primo voto delle donne nel 2 giugno 1946 e al ruolo delle partigiane e delle Costituenti nella nascita della Repubblica.
2 giugno 1946: la nascita della Repubblica e il valore del voto delle donne
La Repubblica Italiana, come ricordato nel corso delle celebrazioni per gli ottant’anni dal referendum del 2 giugno 1946, affonda le sue radici in un intreccio profondo di resistenza, partecipazione popolare e rinascita civile. Nel racconto proposto durante lo spettacolo tenutosi a Piazza del Quirinale a Roma, è stato sottolineato come tutto abbia avuto inizio dalla lotta della Resistenza e dal gesto simbolico di una scheda elettorale piegata, semplice ma carica di significato storico.
L’incipit del monologo di Paola Cortellesi ha recitato: “La Repubblica nacque dalla lotta partigiana degli uomini e delle donne della Resistenza, nacque da una scheda piegata in una cabina elettorale, un gesto semplice ma insieme rivoluzionario, dal voto di un popolo che usciva stremato dalla guerra, dalla dittatura, dalla fame e dal lutto e nacque, per la prima volta, anche dal voto delle donne”.
L’evento, intitolato “I volti della Repubblica. 80 anni dal referendum”, ha rappresentato uno dei momenti centrali delle celebrazioni istituzionali, trasmesso in diretta televisiva e alla presenza delle massime autorità dello Stato, tra cui Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il racconto storico si è così intrecciato con la memoria collettiva, trasformando il referendum del 1946 in un simbolo di partecipazione e rinascita democratica.
2 giugno, Paola Cortellesi e il monologo sul voto alle donne che ha emozionato tutti
Uno dei nuclei centrali del monologo interpretato da Paola Cortellesi riguarda il ruolo delle donne nella nascita della Repubblica e nella costruzione della democrazia. L’attrice ha voluto ricordare figure fondamentali come le partigiane e le madri costituenti, tra cui Irma Bandiera, Tina Anselmi, Nilde Iotti e Teresa Mattei, sottolineando il loro contributo decisivo alla costruzione della vita democratica.
Nel suo intervento, Cortellesi ha ricordato come la nascita della Repubblica abbia rappresentato una promessa di libertà e partecipazione: “Con la Repubblica è nata la promessa di un Paese in cui si potesse parlare liberamente, di sentire e scegliere chi governa partecipare alla vita pubblica senza paura. Una nazione in cui le donne potessero finalmente studiare, lavorare, votare, candidarsi, amministrare i propri beni, costruire il proprio destino fuori dall’obbedienza imposta”.
Tuttavia, il discorso non si è limitato alla celebrazione, ma si è aperto a una riflessione critica: molte di quelle promesse restano ancora oggi parzialmente disattese, come la parità salariale o la piena sicurezza delle donne nella vita quotidiana. Il monologo diventa così un ponte tra memoria e presente, evidenziando come la libertà conquistata sia ancora un processo in costruzione, che richiede impegno collettivo e consapevolezza civile.
“L’effettiva parità salariale – la libertà di camminare sole la sera o di separarsi da un compagno violento senza temere per la propria incolumità…Ecco, queste ultime promesse non sono state ancora mantenute. Dobbiamo lavorarci. Dico “dobbiamo” perché se è vero che la sovranità appartiene al popolo allora ogni cittadino può e deve partecipare. Molto è cambiato da allora. Ma la storia recente ci mostra con brutale chiarezza quanto velocemente il mondo possa cambiare e quel diritto conquistato ottant’anni fa continua a ricordarci che la democrazia non è qualcosa di scontato, e che ogni libertà esiste perché qualcuno ha avuto il coraggio di pretenderla“.
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Piazza del Quirinale celebra gli 80 anni della Repubblica tra spettacolo, memoria e impegno civile
La serata svoltasi in Piazza del Quirinale si è inserita nel più ampio programma celebrativo per gli 80 anni della Repubblica Italiana, trasformando la ricorrenza istituzionale in un evento culturale e partecipato. Lo spettacolo ha riunito artisti, musicisti e sportivi, tutti coinvolti in una narrazione corale dedicata alla storia democratica del Paese, senza compenso e con forte spirito civico. La direzione musicale è stata affidata a Leonardo De Amicis, contribuendo a creare un’atmosfera solenne ma accessibile.
Nel monologo conclusivo, Paola Cortellesi ha inserito anche un riferimento a una lettera scritta prima della morte da una giovane partigiana, Irma Bandiera, ricordando il valore del sacrificio individuale: “Prima di essere fucilata, a 29 anni, fece in tempo a scrivere una lettera indirizzata a sua madre. ‘Ditele che sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l’ho tanto voluto io stessa’. Quelli dopo di lei siamo noi”.
Attraverso queste parole, il messaggio si estende al presente, chiamando ogni cittadino a una responsabilità attiva nella difesa e nel completamento dei principi democratici. La Repubblica viene così rappresentata non solo come un evento storico concluso, ma come un progetto ancora vivo, che continua a richiedere partecipazione, consapevolezza e impegno quotidiano da parte della collettività.