Federica Pellegrini: «Gli uomini e le donne non sono (ancora) uguali»
A poco più di due mesi dalla nascita della secondogenita Rachele, la leggenda del nuoto si confessa in un’intervista intima e senza filtri con Novella 2000.
Passare dai blocchi di partenza di una finale olimpica alla gestione millimetrica di una famiglia con due bambine piccole può sembrare un salto nel vuoto. Ma per Federica Pellegrini, oggi, la vera medaglia d’oro è la sua quotidianità. Questo, perlomeno, traspare dall’intervista che la campionessa ha rilasciato a Novella 2000 a poco più di due mesi dall’arrivo della piccola Rachele, la sua secondogenita. Una chiacchierata – la prima in assoluto di Pellegrini con la nostra testata – che si trasforma in un vero e proprio manifesto della donna, della madre e dell’atleta che tutti conosciamo. Niente filtri, nessuna posa: solo la sua schiettezza.
«Un salto quantico»: la maternità oltre il mito
Dimenticate le immagini patinate e idilliache della maternità a cui i social ci hanno abituato. La vita vera dell’ex nuotatrice è fatta di un’alleanza profonda con il marito Matteo Giunta, ma non solo: «Passare da uno a due figli è un salto quantico. Le ore di sonno sono praticamente azzerate. Questo racconto edulcorato della maternità fa male alle donne. C’è la stanchezza devastante, la sensazione di non farcela: sentirsi inadeguate fa parte del percorso». Con la stessa trasparenza Federica Pellegrini risponde alle critiche subite ricevute sul web per la scelta del parto cesareo e difende la decisione di non mostrare i volti delle sue bambine (oltre alla neonata Rachele, c’è Matilde, arrivata nel 2024): «Io e Matteo abbiamo scelto la visibilità pubblica, loro no. È nostro dovere proteggere la loro infanzia».
L’affondo di Federica Pellegrini contro i doppi standard: «Le donne determinate fanno ancora paura»
Da sempre icona di forza e indipendenza, “La Divina” non risparmia una riflessione lucida e tagliente sulla condizione femminile in Italia, un Paese che definisce ancora legato a vecchi retaggi patriarcali. Nello sport come nella vita di tutti i giorni: «Se parla una donna risulta meno perdonabile: ogni volta che ho espresso un’opinione decisa sono stata definita arrogante o capricciosa. Un uomo sarebbe stato celebrato come un leader. Il giudizio, il “ma” (“è brava, ma…”), è il modo che la società usa per cercare di rimetterci al nostro posto».
Dalla salute mentale al sogno della sorellanza
Nel colloquio c’è spazio per il passato – come il tabù della salute mentale legato ai suoi attacchi di panico («È fondamentale mostrarsi vulnerabili: dire che anche Federica Pellegrini ha avuto paura di affogare in vasca toglie l’isolamento») – ma soprattutto per il futuro. Un futuro che immagina per le sue figlie guidato da una parola precisa: sorellanza. «Vorrei che crescessero sapendo che, finché si terranno per mano, nessuna tempesta potrà davvero travolgerle», confessa con una profonda emozione.
Visualizza questo post su Instagram
E tra l’impegno istituzionale nel CIO e una corazza ormai spessa contro i leoni da tastiera, la campionessa guarda già ai prossimi progetti, come l’attesissimo debutto a settembre su Netflix con lo show Physical Italia – da 100 a 1.
Nell’intervista integrale pubblicata nel numero 13 di Novella 2000, Federica Pellegrini si racconta anche attraverso la storica rivalità agonistica con Laure Manaudou, la sua visione sui diritti civili e il senso più profondo dell’amore.
Credit foto: Alessia Banterla/Nike Swim
Per avere la tua copia digitale di Novella 2000 a metà prezzo clicca QUI
Per la app di Novella 2000 QUI per Apple Store e QUI per Google Play