Monica J. Romano: «Nessun processo a Heather Parisi, ma non basta dire ‘Love is love’ al Pride»
Dalla polemica sul Siracusa Pride e la scelta della showgirl come madrina, dopo le sue posizioni considerate transfobe, al futuro dei diritti LGBTQIA+: la consigliera del Comune di Milano affronta i temi che dividono il dibattito pubblico.
Protagonista della seconda uscita di Novella Politica, in uscita il 22 luglio, è Monica J. Romano, attivista e consigliera comunale del Partito Democratico a Milano. Con lei Novella 2000 è partita dallo strappo sul Siracusa Pride per la madrina Heather Parisi alle lacune di un dibattito ridotto a slogan. La prima consigliera trans di Milano ha quinto spostato il focus dai palcoscenici ai diritti reali in un dialogo senza sconti che unisce la difesa dell’identità ai nodi più caldi dell’attualità: la sicurezza nelle periferie, il gap salariale, il sessismo e la precarietà sul lavoro. Perché per proteggere la dignità delle persone e sconfiggere il pregiudizio non servono passerelle, ma leggi e tutele concrete.
Siracusa Pride, Monica J. Romano: «Non serve un processo a Heather Parisi ma non basta dire “Love is love”
«Il punto non è fare un processo a Heather Parisi, ma capire chi scegliamo di mettere al centro di un Pride. Non basta salire su un palco e dire “Love is love”. Servono rispetto, ascolto e una vicinanza concreta alle persone LGBTQIA+ durante tutto l’anno», spiega Monica J. Romano parlando della scelta di ospitare Heather Parisi come madrina del Siracusa Pride (18 luglio 2026). La showgirl, ballerina, icona queer, in passato si è schierata contro alcune dichiarazioni di Lorella Cuccarini sulle adozioni e i matrimoni gay, per poi esprimere posizioni considerate transfobe non solo attraverso like e condivisioni social. «Disse: “Se hai un pene, non diventi automaticamente donna perché lo hai deciso tu”. Da qui il dissenso della comunità, tanto che associazioni come Stonewall GLBT+, Agedo e l’Unione degli Studenti hanno deciso di smarcarsi dalla manifestazione. Seguite a ruota dalla Cgil di Siracusa. «Eventi come questi dovrebbero valorizzare attiviste, scrittrici, giuriste, politiche e persone della nostra comunità che hanno dedicato la propria vita all’avanzamento dei diritti civili e sociali» ha poi sottolineato Romano.
I diritti della comunità LGBTQIA+ in Italia: a che punto siamo
«In Italia una persona trans spesso deve affrontare una vera corsa a ostacoli: documenti che non corrispondono al proprio aspetto, tribunali, lungaggini burocratiche, difficoltà nell’accesso alle cure e discriminazioni nel lavoro, sia per essere assunta sia per mantenere il posto», racconta Monica J. Romano, parlando dello stato attuale dei diritti della comunità LGBTQIA+ in Italia, per poi spiegare quali sono alcune delle leggi che mancano perché le persone trans, ad esempio, possano avere una vita uguale a quella di tutti gli altri: «Una norma contro i crimini d’odio di matrice omotransfobica. E poi bisognerebbe favorire una semplificazione dei percorsi di affermazione di genere. È assurdo che ancora oggi si debba passare dai tribunali quando ormai in moltissimi Stati è sufficiente un semplice atto amministrativo».
Quote rosa e parità di genere: «Il sistema continua a preferire gli uomini»
«La parità reale è ancora lontana. Per secoli le donne sono state escluse dai luoghi di potere e ancora oggi affrontano percorsi a ostacoli», sottolinea Romano nell’intervista, aggiungendo anche alcuni numeri esplicativi: «I dati INPS ci dicono che il gap retributivo di genere è una realtà, con le donne che percepiscono stipendi inferiori di oltre il 20 per cento rispetto agli uomini, che continuano a farsi carico della maggior parte del lavoro di cura, che appena il 21,1 per cento dei dirigenti e il 32,4 per cento dei quadri è donna». Per l’attivista e consigliera milanese del Pd, siamo quindi ancora lontani da poter fare a meno di vincoli normativi che assicurino alle donne pari opportunità perché «umilianti non sono le quote di genere, ma un sistema che, senza regole, continua a preferire gli uomini. Abolirle oggi rischierebbe di riportarci indietro».
Questo articolo è solo un estratto della versione integrale che troverete sul numero di Novella 2000 dal 22 luglio.
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